C’è chi ci aiuta a capire e chi ci sostiene. La festa degli aiuti.
C’è chi ci aiuta a capire e chi ci sostiene. La festa degli aiuti.

C’è chi ci aiuta a capire e chi ci sostiene. La festa degli aiuti.

pentecosteIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Gv 15, 26-27 16, 12-15

 

Ah oggi la fai proprio difficile, Gesù! Eppure Pentecoste viene tutti gli anni, ero così tranquillo oggi quando ho aperto il Vangelo… Mi sono detto: “oggi la so! È Pentecoste la so sicuro! È la discesa dello Spirito Santo, ce la caviamo con poco…” E invece mi trovo di fronte a una storia complicatissima di te, il Padre, lo Spirito… Quel che è tuo è suo, quel che mio è tuo, quello che è di tutti è di tutti… Cos’è una lezione sulla proprietà privata? No no, oggi ci rinuncio, non ci capisco. Ciao.

 

“Molte cose ho ancora da dirvi ma voi non le potete sopportare, non le potete capire.”

 

Loro… Questo forse vorrebbe dire che noi le possiamo capire? No, perché io non ho capito, sappilo. Parli talmente difficile che mi è toccato andare sul vocabolario per capirti. Paraclito… Che vuol dire? Il vocabolario di dice che vuol dire invocato, invocato da Gesù presso il Padre dopo che era asceso al cielo. Quindi, in sostanza, mi stai dicendo che quando verrà quello che tu hai invocato per noi, su di noi, noi capiremo tutto. Ma oggi non siamo in grado di capire. Ho capito bene?

 

Quello che però non ho tanto capito è perché tu debba mandarci qualcuno o qualcosa a parlarci di te, a darci testimonianza. Sei stato qua, in mezzo a noi, fino a mo, no? Mo te ne sei andato, che motivo hai di mandare qualcuno a parlare di te? Non potevi dircele tu le cose che ci dovevi dire e poi te ne andavi?

 

Come? Non avremmo capito? E perché? In fondo hai sempre parlato con noi e noi non abbiamo mai avuto difficoltà a seguirti. Vabbè più o meno. Però, voglio dire, non ti sei mai tirato indietro. Ora cosa è cambiato? Sì, ok sei asceso al cielo, non sei più tra noi, però è così diverso?

 

Sì, è così diverso, vero? Perché prima, quando eri tra noi, hai parlato sì ai tuoi discepoli dei regno del Padre. Hai parlato della tua parte divina, ma poco. Infatti ci ha i messo non so quanto tempo, dopo la resurrezione a far credere ai discepoli quello che stava succedendo. Loro ti hanno vissuto e hanno vissuto la tua testimonianza umana. Ma la tua parte divina è sempre stata la più difficile da capire e da accettare. Allora vuol dire che tu, Gesù, dandoci pillole della tua essenza divina, ci hai solo preparato a quello che sarebbe stato. Hai preparato il terreno allo Spirito Santo, a colui che può aprirci gli occhi e farci comprendere delle verità difficili per noi. Delle cose che oggi definiremmo soprannaturali.

 

Certo Gesù che pure tu, eh… Ne hai sempre una! Non finirai mai di stupirmi. Mi sembra già di aver capito di più. E mi sento molto rincuorato. È bella questa storia che quello che è del Padre è tuo. È bella perché noi ti vediamo come uno di noi. Mi immagino i tuoi amici, i discepoli, che ti hanno sempre e comunque considerato uno di loro, che con te dividevano i pasti, il cammino, le risate, le preoccupazioni… Me li immagino, dicevo, felici di sapere che uno di loro poteva dire che quel che era del Padre era anche suo. Felici perché il pensiero che se è tuo, Gesù, forse un po’ può essere anche nostro, credo sia venuto a tutti. È ancora una volta trovi il modo migliore per mostrarci l’amore di Dio. Che stavolta è generosità.

 

Che poi, sei ancora più furbo, tu, Gesù. Perché se ci penso bene mi viene in mente che è naturale che un figlio consideri suo quello che è del padre. È naturale per dire “la mia macchina” quando guido quella di mio padre o “casa mia” quando rientro nella casa comprata da mio padre. Se posso gli frego le cravatte, i maglioni, e lo trovo naturale, e lui non si arrabbia. Compriamo una sola schiuma da barba, guardiamo lo stesso televisore e lo stesso abbonamento Sky e per me tutto quello è anche mio. Allora perché trovo così strano che tu dica lo stesso del Padre tuo? Perché non mi viene naturale pensare anche a me che se sono suo figlio mi toccherà la stessa sorte? Forse perché lo vedo così lontano il Padre, tanto divino, e così poco alla mia portata. In fondo usare la stessa la schiuma da barba è molto diverso dal condividere gioie e dolori dell’umanità. E costa anche molta più fatica, è una responsabilità. È sentirsi parte di qualcosa di troppo grande. È aver paura. È non capire.

 

Ecco, non capire.

 

Grazie Gesù. Grazie perché hai capito molto prima di me che non avrei capito. Grazie perché hai voluto invocare lo Spirito presso il Padre e ti immagino a supplicarlo il Padre e a dirgli “devi mandagli un aiuto, un aiuto che parli di te, di me, della bontà che ti caratterizza, di quanto è bello e grande essere tuo figlio. Devi spiegare loro che essere tuo figlio dà solo felicità, che non c’è niente da aver paura! E loro questo non lo capiscono, ora. Devi mandargli lo Spirito che gli aprirà gli occhi, quello che tutto può perché è tua essenza. In fondo, è lo Spirito, il tuo Spirito che è sceso su mia madre e mi ha generato.” E quest’anno, insieme all’arrivo dello Spirito, pronto a farci capire, ad aprirci gli occhi, festeggiamo anche colei che ha fatto esperienza forse per prima, non so, di questo Spirito: Maria, con il suo appellativo di Ausilitrice. Quella madre, tua madre, che non si è mai tirata indietro, che ha sempre aiutato tutti e che aiuta ancora oggi tutti i figli che la invocano. Prende tutti sotto la sua protezione. Cosa c’è di più bello, allora, se non festeggiare lo Spirito che ci viene in soccorso per aiutarci a comprendere, da te invocato per noi, insieme alla madre che ci aiuta ogni giorno invocata per noi da don Bosco?

 

E allora Gesù, spero proprio che tu mi sia sempre accanto, pronto a mandarmi gli aiutanti: quando avrò bisogno di ragionare o quando avrò bisogno di affidarmi. Quando avrò bisogno di capire o quando avrò bisogno di un sostegno. Quando avrò bisogno di essere prudente o quando avrò bisogno di agire e non vorrò essere solo. Tu resta con me e invoca, per me, lo Spirito o Maria Ausiliatrice. Perché possa sentirmi anche io figlio felice, perché possa sapere anche io che il padre condivide con me tutto.